Caritas parrocchiale

L'assistenza alle persone ed alle famiglie della Parrocchia, bisognose di aiuto, oltre che dalla Comunità dei frati, viene curata dalla Caritas Parrocchiale, attiva da anni, e che opera in collaborazione con la Conferenza di San Vincenzo de' Paoli, pur essa presente in Parrocchia da molto tempo. Le due strutture parrocchiali, quando ritenuto necessario, si attivano per ottenere aiuti anche da parte della Caritas Diocesana e dei Servizi Sociali del Comune.
I volontari della Caritas e della San Vincenzo ricevono le persone il primo ed il terzo lunedì del mese e, all'occorrenza, si recano anche al domicilio degli assistiti.
Nelle occasioni predette vengono consegnati generi alimentari e piccoli aiuti in denaro e, quando possibile, aiuti di maggiore consistenza per il pagamento di bollette di luce, gas e di affitti.
I generi alimentari provengono dalla Caritas Diocesana, che distribuisce aiuti della CEE e da acquisti della Parrocchia.
I mezzi per far fronte alle spese arrivano dalla distribuzione dell'ulivo (Domenica delle Palme) e dalla raccolta della Tavola della Carità (che il Parroco ed i frati destinano interamente alla Caritas), da aiuti spontanei di parrocchiani e da tre cassette stradali della San Vincenzo situate nell'ambito della Parrocchia (via Kandler, Via Giulia 59 e Scala Monticello).
Per dare un'idea dell'attività svolta, si riferisce che nell'anno 2009 la Caritas e la San Vincenzo oltre ai viveri hanno potuto distribuire aiuti per € 12.212,00.
Alcuni degli operatori volontari delle due strutture, cui fare riferimento per ogni esigenza, sono i signori Elvi Fagiolino, Paolo Martini, Laura Fania, Marisa Pianigiani e Isabella Ripa.

ORARIO DI SERVIZIO DELLA CARITAS PARROCCHIALE:
Ogni 1° e 3° lunedì del mese, dalle ore 10.00 alle 11.30 e dalle 17.00 alle 18.00.

Per ulteriori informazioni, telefonare allo 040-2417008

Sabato 18 durante la S. Messa delle ore 18.30 e domenica 19 novembre durante tutte le messe della giornata, gli operatori Caritas saranno presenti in fondo alla chiesa per raccogliere offerte in denaro e generi alimentari a favore della Caritas Parrocchiale.

Abbiamo bisogno in particolare di: olio sia extravergine che di semi, caffè, tonno e sardine, detersivi e prodotti per l’igiene personale.

Grazie fin d’ora per la vostra generosità!

In due puntate (questo numero e il prossimo) la Caritas parrocchiale desidera condividere con tutti i parrocchiani le sue linee di orientamento verso le persone/famiglie in difficoltà.

1. La carità che siamo chiamati a vivere con i fratelli e le sorelle bisognose è la carità e la compassione di Cristo. Riconoscendo che la Caritas parrocchiale non può sussistere autonomamente ma in relazione con la carità del vescovo, come operatori abbiamo bisogno di una formazione continua, mettendoci in linea con il progetto della Caritas diocesana e le indicazioni del parroco, primo responsabile della Caritas parrocchiale.

2. Ci incontriamo almeno una volta al mese per confrontarci tra di noi e con il parroco per intraprendere, di volta in volta, l’intervento più opportuno per essere la carità del Signore per i vari fratelli che bussano alla porta della nostra Chiesa, facendo costantemente riferimento agli obiettivi comuni prefissati, qui elencati. Il nostro compito è quello di lavorare in equipe per elaborare le informazioni e formulare le risposte più adeguate e possibili.

3. Ci impegniamo a partecipare agli eventuali momenti di formazione promossi dalla Caritas diocesana o da altri Enti su temi affini (carità, volontariato, accompagnamento delle persone bisognose,…), perché comprendiamo che questo impegno non è una mera distribuzione di servizi di beni materiali, ma principalmente uno strumento pedagogico. Ci è richiesto, infatti, di saper identificare i bisogni che vanno oltre le richieste espresse.

4. “Essere carità” è diverso da “fare l’elemosina”. Quindi la prima cosa che faremo sarà ascoltare chi ci chiede aiuto per farci “prossimi”. Secondo: una volta raccolte le informazioni della situazione di bisogno della persona e/o della famiglia, faremo in modo di coinvolgere attivamente la/le persone, per stimolare speranza. Terzo: cercheremo di aiutare individuando i reali bisogni del richiedente, sentendo anche i Servizi sociali per fare ciascuno la propria parte. Si procederà, di tanto in tanto, a delle verifiche per vedere se raggiungiamo l’obiettivo fissato. Più che l’aiuto economico sarà importante il nostro sostegno umano e cristiano, visitando e consigliando ogni membro ad attivarsi per uscire dalla situazione di bisogno (accompagnamento verso l’autonomia). Se riterremo opportuno e ne avremo la possibilità, in alcuni casi interverremo con un aiuto economico, verificando il giusto destino. L’esperienza insegna che non è pagando che si trova il miglioramento, ma formulando progetti e lavorando in rete.

5. Carità è un aiuto che dice "prendersi cura": "Siamo qui per aiutarti senza sostituirci a te; siamo un segno d'amore ed una presenza ma non la soluzione di tutti i tuoi/vostri problemi”. Questo sarà il nostro abituale approccio con quanti ci chiedono un aiuto, con pazienza e l’ottimismo stampato sul nostro volto. ACCOGLIENZA, infatti, significa principalmente riconoscere la persona che abbiamo di fronte e il senso del limite.
ACCOMPAGNAMENTO è diverso da MANTENIMENTO.

6. La carità usa cuore e intelligenza, e si fa insieme: non è dunque sentimentalismo né commiserazione, bensì compassione. Anche se con difficoltà, cercheremo di distaccarci da queste deviazioni nocive della carità, affinché la vista del povero non sia fonte di gioia per noi (perché così ci sentiamo utili e gratificati), ma la nostra gioia risieda nel vedere il bisognoso che risponde con dignità e senso di responsabilità attivando ogni risorsa a sua disposizione per avviarsi verso l’autonomia.