Adolescenti

Poco più di una dozzina di ragazzi, una stanza accogliente, tre Animatori.

Sono i ragazzi che hanno ricevuto il sacramento della Confermazione alcuni mesi fa e sentono il bisogno di camminare ancora insieme per crescere nella fede.

Una proposta impegnativa che coinvolge la loro vita umana e cristiana, che cerca di dare delle risposte alle tante domande e dubbi che popolano la mente e il cuore di ragazzi e ragazze di 13/14 anni.

Non mancheranno momenti di svago e di divertimento.

Il gruppo è aperto a quanti vorranno vivere e coltivare questa affascinate esperienza.

Grazie ragazzi per la vostra testimonianza, per il vostro coraggio di andare “contro corrente”, mentre la maggior parte dei vostri amici e compagni di scuola scelgono altre strade.

Grazie Amerigo, Roberto e Mariana che donate il vostro tempo, competenza ed entusiasmo a questi ragazzi.

Come comunità parrocchiale vi accompagniamo con il nostro affetto e la nostra stima e la nostra preghiera.

(P. Gabriele)

Mercoledì 18 luglio 2018 12 ragazzi delle superiori, giovanissimi, assieme ai loro animatori partono per vivere alcuni giorni di camposcuola a Forni di Sotto in provincia di Udine.

Un programma molto suggestivo e accattivante: SAN FRANCESCO SPA - CENTRO BENESSERE PER L'ANIMA(TORE), dove SPA sta per Servo Per Amore. Ogni giorno un tema legato all'esperienza del centro benessere per l'Anima(tore).

Il primo giorno ci facciamo aiutare dall'esperienza di Bartimeo cieco che grida il suo bisogno di vedere. Ha il coraggio di scendere in campo e di giocare la sua vita una volta riacquistata la vista. Sa che può fidarsi di Cristo.

Io di chi mi fido? Sento il bisogno di guarire dalle mie cecità. Ho il coraggio di mettermi nelle mani del mio "massaggiatore", Cristo? E come Francesco di Assisi chiedo: "Signore che cosa vuoi che io faccia"? Come e dove scendere in campo?

Il secondo giorno si entra in "sauna". Ho bisogno di liberarmi dalle tossine che mi soffocano e mi appesantiscono.

Si va in gita in montagna. All'inizio raccolgo due sassi pensando alle "tossine", ai pesi che mi porta dentro e  sento il bisogno di liberarmi. Alla prima tappa cerco di dare un nome a questo sasso, a questo peso che mi porto dentro e lo butto.

Arrivati alla meta, di fronte alla meraviglia della natura si celebra l'Eucaristia. All'offertorio, assieme ai miei compagni, offro al Signore il secondo sasso e lo lascio lì accanto al Pane e al Vino.

Si torna a casa stanchi ma sereni e contenti.

Il terzo giorno si va in "piscina". Ho bisogno di rigenerarmi, di immergermi nell'acqua per rinnovare la vita che è in me. Si scende al fiume per una liturgia penitenziale. Il perdono di Dio mi viene dato attraverso l'acqua. E' emozionante sentire l'acqua sulla mia testa. Avverto l'amore di Dio che mi rigenera.

La notte del quarto giorno: "Beauty Farm" - Dio è bellezza e io sono fatto per la bellezza!

A mezzanotte si celebra l'eucaristia e inizia l'adorazione del Santissimo fino all'alba. Si fa "merenda - colazione" cibandoci di Cristo che ci ha accompagnato durante la notte. Inizialmente poteva sembrare un momento noioso e di stanchezza ma non è stato così. Quell'Ostia grande mi affascinava e non riuscivo a staccare lo sguardo da lei, da Gesù. Il fuoco poi creava quel clima avvolgente e caldo che mi dava gioia e serenità e il tempo passava senza che me ne accorgessi.

Poi dopo qualche ora di riposo, il riordino della casa, un pranzo presso un agriturismo lì vicino, il ritorno a casa. Un ultimo sguardo a quel luogo e a quell'esperienza che ha segnato il mio cuore e che ha fatto del nostro gruppo un "vero" gruppo.

Ogni sera l'incontro di preghiera e di gioco attorno al fuoco. Un momento affascinante dove avvertivo la presenza dell'Amore di Gesù presente nei miei compagni.

(L’esperienza del gruppo giovanissimi durante l’Avvento)

Vivere l'Avvento in maniera attiva.

È questo ciò che è successo a noi del gruppo giovanissimi durante i dialoghi nelle prima e terza domeniche d' Avvento.

Abbiamo improvvisato praticamente tutto quello che abbiamo detto; certo copioni o dialoghi falsi costruiti da altri sarebbero stati molto comodi, ma non sarebbe stato lo stesso. Avevamo solo steso qualche idea sui punti principali del discorso, cercando di unire il tema della data domenica con l'argomento dell'adolescenza, provando a mostrarne alcune sfaccettature.

La tela bianca dipinta al momento da noi adolescenti poteva avere diversi significati: uno spazio libero su cui colorare il nostro futuro, magari improvvisamente, al momento, o semplicemente tutti i colori stesi potevano indicare le emozioni, che talvolta possono mescolarsi e intrecciarsi in modi che nemmeno riusciamo a comprendere.

L’aquilone che vola alto nel cielo e che sembra volersi staccare da quel filo che lo sorregge voleva esprimere il nostro crescente bisogno di libertà che ancora non conosciamo bene.

Noi adolescenti siamo come bambini impazienti e vogliosi di crescere, esplorare, diventare grandi, ma siamo, allo stesso tempo, adulti che hanno una folle paura di continuare a maturare, col desiderio di tornare piccoli e dimenticarsi dei problemi, che a volte sono pure più grandi di noi.

La gioia di essere se stessi, di non avere maschere: la settimana ad Assisi era improntata su questi valori e sul fatto di farsi accettare per come si è, senza il bisogno di mentire o di costruire in noi un'altra persona. Il tema è stato ben scelto, dato che buona parte di noi adolescenti fa fatica a presentarsi ai coetanei nelle proprie diversità e stravaganze. Ad Assisi abbiamo capito che sono proprio queste ultime due a renderci unici ed originali.

Partendo da questo presupposto siamo riusciti a legare con persone provenienti da tante città differenti e a trovare ragazzi e ragazze che magari condividevano qualche nostra unicità: il tutto in un clima di accoglienza e serenità. Non ci siamo esclusi a vicenda, così come non abbiamo cercato di stereotipizzare chi non conoscevamo. Dopo pochi giorni, tutte le maschere che indossavamo sono cadute e i sorrisi portati da vecchie e nuove amicizie si sono dipinti sui nostri volti.

Tutto ciò senza dimenticare il forte avvicinamento al Signore che abbiamo ricevuto durante la settimana, seguendo le tappe della vita di un uomo benestante che ha rinunciato a feste, banchetti, abiti costosi e ad ogni genere di lusso per seguire la strada che Dio aveva tracciato per lui, mescolandosi ai più poveri e umili. Quest'uomo si chiamava Francesco ed è Santo perché decise di buttare via la sua maschera da ragazzo ricco e perfetto e di mostrare il suo vero volto: quello tenero e compassionevole che ama il Signore.

(Giulia Mauro) - Zelda