Dopo 8 anni di Grazia vissuti a Trieste, mi accingo a partire per una nuova missione: Lisbona (Portogallo). Se qualcuno mi chiede cosa provo nel cuore, rispondo: tanta gratitudine, a Dio e a voi tutti! Dunque niente tristezza, sofferenza e fatica? Tanta anche quella, ma per fortuna è curata dal balsamo della riconoscenza al Signore per quanto di bello, intenso e coinvolgente nella fede mi ha fatto sperimentare con voi.

“LASCIARE” è un verbo difficile da declinare, e a cui non ci si vuole facilmente abituare.  Con la “Povertà” ha a che fare, e con l’Obbedienza pure.

Il problema è quello dei legami umani…(Il piccolo principe insegna: “E’ il tempo che hai speso per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante; e ne è valsa la pena di spendere tutto quel tempo per lei!”).

Mi sento privilegiato di aver potuto, anche se per soli 4 anni, guidare come parroco questa viva comunità cristiana di San Francesco. Mi pare che le nuove famiglie giovani che si sono inserite nella formazione cristiana, l’angolo dei bambini in chiesa e il Parco delle famiglie nello spazio esterno dell’Oratorio appena inaugurato siano dei segni incoraggianti nel senso di una riforma della Chiesa che non poteva ulteriormente aspettare: grazie all’appoggio dei miei frati e alla vostra fiducia riposta anche in me, abbiamo allargato il cerchio del servizio nella comunità e abbiamo incontrato tanti fratelli e sorelle desiderosi di condividere con noi il cammino della fede e la testimonianza nella solidarietà.

Mi sono trovato bene con tutti: bambini e giovani famiglie, ragazzi e giovani, adulti e le signore diversamente giovani della “Fraternitas”.

Sono convinto che, alla fine, non ci lasciamo, ma semplicemente ci separiamo fisicamente, perché la preghiera reciproca e la vera amicizia  ci manterranno uniti nel Signore, unica cosa importante.

Per questo non voglio salutarvi con un “Arrivederci!” ma con il saluto portoghese “Até sempre”, che significa: “Uniti, sempre!”.

Che Dio vi benedica!

fr. Tiberio