Caro Tiberio,

questa comunità si è riunita oggi attorno a te per celebrare il giorno del Signore e per ringraziarlo del dono di questo periodo in cui sei rimasto con noi.

Hai dimostrato di avere le idee chiare e di avere ben presente la via da seguire. Hai saputo chiedere e ottenere l’aiuto di tanti laici che hanno condiviso la tua visione dell’agire. Molti hanno così scoperto il piacere di sentirsi parte attiva della Chiesa. Questo ha favorito la creazione di una parrocchia viva, ricca d’idee, in cui chi ha voglia di impegnarsi e partecipare, può farlo, nel contesto di un gruppo disponibile al confronto e ricco di talenti, di dialettica e di stimolanti differenze.

Ci hai dato sicurezza con la tua parola; ci hai dato energia con i consigli e le tue risposte sempre pronte. Ci hai incoraggiato a cambiare il nostro modo di vivere la fede. Ci hai incitato ad essere cristiani “coerenti”, in tutte le manifestazioni della nostra vita sociale, a partire dalla famiglia, e poi nel lavoro e nella società civile. Ci hai insegnato che essere veri cristiani è scomodo, ci si sporca le mani e talvolta si è perdenti su questa Terra. Ci hai ricordato che Cristo non è venuto a proporci il “quieto vivere”, come obiettivo, ma la salvezza eterna. Ci hai insegnato a considerare la Parrocchia come la nostra casa (anche se la nostra casa è un po’ più riscaldata) e, si sa, che a casa, ci si sente a proprio agio, se si condividono gli stessi valori e le stesse esperienze. Ci hai insegnato ad amare sempre di più la famiglia francescana, anche accompagnandoci nei luoghi cari a S. Francesco e S. Antonio, dove ci hai fatto correre con un occhio sempre all’orologio, per stare nei tempi che tu avevi pianificato nel dettaglio con estrema minuziosità.

Sei stato coraggioso! Hai saputo mostrare anche i tuoi limiti, e per questo ti abbiamo apprezzato ancora di più. Sei stato anche un amico, per molti di noi! Sei stato l’amico “vero”, quello che vuole il tuo bene, la tua salvezza. La tua sensibilità ha saputo valorizzare ognuno di noi con sapienti apprezzamenti e continui incoraggiamenti. Sei stato sempre disponibile per tutti, ma hai diversificato il tuo rapportarti con ciascuno di noi, in modo che tutti ci potessimo sentire compresi e incoraggiati a donare i nostri talenti.

Ti siamo grati per le responsabilità che ti sei preso, accollandoti decisioni non facili, correndo su e giù per le scale della Parrocchia talmente velocemente da vedere solo il lembo del tuo saio che aleggiava.

Per tutte queste qualità, e per il tuo impegno, caro Tiberio, ti ringraziamo di cuore. Ci sentiamo privilegiati per averti conosciuto e apprezzato. Ora la nostra comunità si accinge a salutare nuovamente, e dopo poco tempo, il proprio parroco. Questa è per noi una prova difficile, per l’unione che si era creata tra te e questa comunità. Siamo consapevoli che questo trasferimento sia ancora più difficile per te.

Accettando la proposta che ti è stata fatta, pur coi dubbi ed i timori comuni a tutti gli uomini, ci hai mostrato concretamente cosa vuol dire “sia fatta la Tua volontà”. Per questo esempio, anche noi abbiamo accettato, seppure sia naturale il dolore e un po’ di disorientamento. Siamo però convinti che la tua opera sia in questo momento necessaria nella fraterna comunità francescana di Lisbona. Grazie Tiberio, anche per quest’ultimo tuo insegnamento. Ora ci affidiamo con fiducia, come anche tu ci suggerisci, nelle mani del nostro nuovo pastore, Padre Gabriele.

Caro Padre Gabriele, cercheremo di portare avanti i progetti, di far crescere la comunità, di renderla ancora più viva con la tua guida. Siamo consapevoli che troverai una realtà con alcuni limiti, ma anche con molte risorse umane e spirituali, frutto del lavoro di coloro che ti hanno preceduto.

Caro Tiberio, noi chiediamo al Signore che ti possa sempre lasciare questo desiderio forte che hai di Lui, ti sostenga sempre nel tuo ministero sacerdotale ovunque sarai e che ti aiuti a realizzare il Suo disegno per la comunità di Lisbona.

Grazie Tiberio!