Il cammino parrocchiale è iniziato attraverso le sue molteplici attività. Ho visto con immensa gioia e gratitudine quante persone dedicano e offrono il loro tempo, la loro competenza e soprattutto il loro amore per la comunità parrocchiale.

 

Penso a voi Consiglio Pastorale. Il vostro compito è fondamentale e indispensabile in una parrocchia. Avete il compito di guida, sostegno e testimonianza all’interno della comunità parrocchiale. Siete stati scelti nella comunità e a voi si richiede un impegno in prima persona. A volte il cammino della comunità non è sempre coerente e gratificante, ma non dovete mai perdere la speranza perché tutto il nostro servizio si fonda in Cristo, speranza che non delude mai. Grazie.

 

Penso ai catechisti, una bella squadra numerosa ed entusiasta che si prende cura dei bambini e dei ragazzi per accompagnarli nel loro cammino di fede. Avete un compito meraviglioso. A voi dico: vi a ammiro, vi stimo e ho grande fiducia in voi. So che il cammino non sarà sempre facile soprattutto a volte nella relazione con le famiglie, ci saranno incomprensioni, momenti di stanchezza e di delusione. In quei momenti guardate gli occhi e il sorriso dei vostri bambini e ragazzi e tutto si appianerà perché in quegli occhi e in quei volti sorridenti si cela il volto di Gesù. Aiutate i bambini e ragazzi a vivere una bella esperienza di comunità e di chiesa. Fateli sentire protagonisti e felici di conoscere Gesù e il suo messaggio. Grazie.

(Bellissimo il poster in chiesa per l’inizio dell’anno catechistico. Seminiamo “la nostra fede”. Complimenti alle autrici.)

 

Penso a voi animatori del gruppo Giovanissimi. Avete un compito anche voi importante e nello stesso tempo molto delicato: accompagnare ragazzi/e in un momento particolare della loro vita: l’adolescenza. Vi siete accorti della loro bellezza, delle loro potenzialità ma anche della loro fragilità. Sono bellissimi perché stanno sbocciando alla vita, stanno cercando non senza difficoltà il loro cammino, il loro futuro. Hanno bisogno di essere accolti sempre e comunque, riconosciuti, stimati e amati incondizionatamente. Sono un po’ come Francesco di Assisi che chiedeva “Signore che cosa vuoi che io faccia?”. A voi il compito di aiutarli con delicatezza e amore, con autorevolezza e disponibilità a dare una risposta a questo interrogativo fondamentale. Non siete un gruppo numeroso ma sono sicuro che con il tempo altri giovani si uniranno a voi. Grazie.

 

Catechisti e animatori aiutate i bambini e ragazzi a sentire l’Oratorio come casa loro. All’Oratorio possono venire quando vogliono per trascorrere qualche ora nel gioco, per mangiare una pizza, semplicemente per incontrarsi.

(P. Gabriele)

(Continua....)