Termine di origine greca che significa immersione, calare nell’acqua, immergere. Nel nuovo testamento viene usato per indicare la nascita del cristiano attraverso il segno dell’acqua e la professione della fede.

E’ un dono di Dio, il più bello. Non siamo noi a scegliere lui, ma è lui che sceglie noi (Gv 15,16), per donarci la sua vita, il suo progetto d’amore. E’ un atto di fede, un atto sacro, in cui Dio è presente e manifesta la sua potenza. E’ la celebrazione della vita in pienezza. Ci mette in contatto con l’amore di Dio. Con il battesimo:

  • Siamo liberati dal potere del peccato «originale», dal male che fin dall’origine è in noi e che si manifesta quando rifiutiamo Dio.
  • Veniamo inseriti in Cristo morto e risorto per «conformarci» a Lui, diventare in pienezza anche noi «Figli» e crescere nella «statura di Cristo». «In Lui infatti viviamo, ci muoviamo ed esistiamo» (At 17,28).
  • In Lui veniamo inseriti, «nasciamo» alla vita Trinitaria: Padre, Figlio e Spirito Santo.
  • Già da ora partecipiamo alla risurrezione di Cristo, già da ora siamo e viviamo da risorti.
  • Diventiamo figli/e prediletti/e del Padre. Figli/e nei quali il Padre «si compiace» (Mt 3,17).
  • Riceviamo in dono lo Spirito Santo.
  • Diventiamo «Tempio», luogo in cui abita Dio, luogo in cui si celebra Dio. Luogo in cui noi possiamo vivere una relazione, un rapporto del tutto particolare con Dio: possiamo conoscerlo, amarlo e vivere secondo il suo progetto di amore.
  • Facciamo parte dell’unico corpo di Cristo che è la Chiesa.
  • La grazia di Dio non solo ci purifica, ci perdona, ci accoglie, ma ci ricrea. Non aggiusta, non restaura, ma ricrea.