Due discepoli si stanno allontanando da Gerusalemme verso Emmaus, amareggiati e delusi dall’esperienza con Gesù, ormai morto da tre giorni. Lungo il cammino Gesù in persona si fa loro compagno, li rincuora e li aiuta a capire quanto è successo. Giunti a destinazione, mentre Gesù sta per continuare il cammino lo “supplicano” di rimanere con loro: “Resta con noi Signore perché si fa sera” (Lc 24,29).

 

Resta con noi Signore … perché abbiamo paura in questo momento, perché si fa sera:  abbiamo paura per noi e per i nostri cari.

Resta con noi Signore …  Penso alle persone a noi care che ora non ci sono più, al dolore per non aver potuto dar loro un’ultima carezza, un bacio.

Resta con noi Signore … Mi stringe il cuore per il sacrificio di tanti medici e infermieri che hanno lottato notte e giorno senza risparmiarsi per curare gli ammalati.

Resta con noi Signore … Mi dispiace per i numerosi bambini della nostra comunità che avevano in programma la loro Prima Comunione a maggio. Non si farà e non è possibile fissare un altro momento certo.

Resta con noi Signore … Vedo la delusione nei bambini che si stavano preparando alla loro Prima Confessione, all’incontro con Gesù che come un papà buono ti accoglie sempre pronto ad aiutarti nei momenti di difficoltà e di fragilità. La data prevista a fine aprile/inizio maggio è da aggiornare aspettando tempi migliori.

Resta con noi Signore … Penso alla preoccupazione e all’amarezza di alcune coppie che si stanno preparando al matrimonio. Momento di grande incertezza, di sogni e investimenti affettivi ed economici a rischio.

Resta con noi Signore … Mi addolora chi è solo e non ha nessuno che l’aiuti, chi non può vedere i propri genitori, i figli, i nipoti, il fidanzato, la fidanzata. Chi è oggetto di violenza in casa, chi sta male e non sa come curarsi, chi è preso dal panico o dalla depressione e tanti altri che per motivi diversi soffrono a causa di questa situazione.

Resta con noi Signore … Penso alla nostra chiesa vuota e priva di quel calore che ogni domenica ti riscaldava il cuore. Attesa … non possiamo vivere senza Eucaristia: ne va della nostra vita spirituale. Ci deve pur essere un modo per superare questa difficoltà. E’ vero c’è la possibilità della Comunione Spirituale ma non si può vivere una relazione solo con il pensiero o con il desiderio, abbiamo bisogno di un incontro “fisico”, abbiamo bisogno di mangiare quel “Pane” chi ci sostiene e ci da vita. Abbiamo bisogno di una comunità.

 

Sì o Signore, abbiamo bisogno della tua presenza in questa “sera” che ci spaventa. Fermati a cena con noi per spezzare ancora una volta il pane per noi, per “aprire i nostri occhi” e capire che tu sei il Risorto, colui che può infondere in noi sempre nuova speranza e fiducia. Fa “ardere” il nostro cuore con la tua Parola e fa che presto ritorniamo a sederci a tavola con te nella Celebrazione Eucaristica con la nostra comunità.

Noi frati vi ricordiamo sempre con affetto e ogni giorno preghiamo per voi

(P. Gabriele)

Parrocchia S. Francesco d’Assisi

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