Gesù, in questo Natale, il mio pensiero va ai medici, infermieri, operatori sanitari che nella tempesta pandemica con amore, forza e coraggio si sono donati ad ogni persona per salvarla. Non si sono tirati indietro e tanti di loro hanno perso la vita per amore. Così hai fatto anche tu Gesù 2.000 anni fa quando ti sei fatto bambino per condividere la nostra esistenza, per salvarci.

Conoscevi la nostra situazione di fatica, di stanchezza e di morte, ma non hai avuto paura, non ti sei tirato indietro. Il tuo amore ti ha spinto fino a donare la tua vita per noi.

E con te tua madre Maria. A lei veniva chiesto l’impossibile: avere te Gesù, figlio di Dio, il Messia. Quando sei nato ti ha accolto con infinito amore ma anche con altrettanto stupore: un Dio che si fa uomo e nasce da una donna. E’ rimasta senza parole quando ha visto i pastori giungere alla tua grotta. Come è possibile! Lei sapeva che il Messia alla sua venuta avrebbe sterminato persone come i pastori, persone disgraziate, cattive e peccatrici. Invece tu li hai accolti con il tuo dolcissimo sorriso … Cosa stava succedendo? E dopo 8 giorni quando ti hanno portato al tempio tua madre si sente dire dal vecchio Simeone che tu saresti stato “Luce per illuminare le genti”. Ma come: tu eri venuto solo per gli ebrei! E tua madre non capisce.

E poi, all’età di 12 anni i tuoi genitori ti portano al tempio e tu “ti perdi”. E a loro che con affanno ti cercavano: “non sapevate che devo occuparmi delle cose del Padre mio”? …e tua Madre ancora una volta non capisce.

Ma sarà sempre così fino all’ultimo istante della tua vita quando, deposto dalla croce, ti ha stretto tra le sue braccia: “Come è possibile … il Messia che doveva dominare il mondo … umiliato, disprezzato, trattato come un delinquente, ucciso tra atroci sofferenze. Perché?

E la risposta, dopo tante sofferenze e dubbi, è arrivata: la RISURREZIONE: pienezza di ogni vita, risposta ad ogni interrogativo.

Caro Gesù, tua madre ci insegna a “custodire ogni cosa nel proprio cuore”: mi succede qualcosa, non la capisco? Non importa, devo custodirla e a suo tempo capirò, a suo tempo ogni cosa mi parlerà e mi sarà chiara. Ecco la speranza.

Allora Natale vuol dire: credere, accettare, accogliere.

Grazie Gesù per la tua venuta tra noi e per tua madre Maria che ha saputo sempre fidarsi della Parola del Padre tuo.

(P. Gabriele)

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