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Finalmente! ... Ci voleva proprio questa festa! ... Ci mancava tanto! ...

Ho riprovato una gioia immensa che pensavo non tornasse più! ...

Che bello ritrovarsi per un momento conviviale dopo la Celebrazione Eucaristica! ...


Alcune espressioni dei numerosi fedeli presenti alla Celebrazione. Effettivamente si è respirato un clima nuovo, atteso da tanto tempo. Era bello vedere volti distesi e sorridenti non più mascherati, mani che finalmente si potevano toccare e stringere.
Quest'anno abbiamo voluto prepararci alla festa anche con un cammino spirituale: mercoledì 28 settembre, giovedì 29 e venerdì 30 alle ore 19.00 abbiamo celebrato il triduo in preparazione alla festa. Tre giorni di preghiera e riflessione davanti alla Crocifisso di S. Damiano, contemplando ogni particolare dell'icona.
Lunedì 3 ottobre il solenne Transito di S. Francesco in ricordo della sua morte. Abbiamo rivissuto anche il gesto di Francesco morente dello spezzare e condividere il pane:
"Mentre i frati versavano amarissime lacrime e si lamentavano desolati, si fece portare del pane, lo benedisse lo spezzò e ne diede da mangiare un pezzetto a ciascuno" (Vita seconda di Tommaso da Celano - Fonti Francescane 808).

Due frati, dopo aver spezzato e diviso il pane, l'hanno distribuito a tutti i presenti per essere mangiato. Un gesto nuovo apprezzato da tutti. La celebrazione animata dal nostro coro ha visto una buona partecipazione di fedeli.
Il momento forte della festa patronale è stata la Celebrazione Eucaristica alle ore 19.00 e la cena conviviale a seguire.
Alla S. Messa in onore di S. Francesco hanno partecipato alcune autorità: il sindaco Roberto Dipiazza, fedele ogni anno a questa celebrazione, e il generale Michele Pallini, Comandante Provinciale di Trieste, in rappresentanza del Comandante Regionale, Generale di Divisione Giovanni Avitabile.
Inoltre i parroci del Decanato di S. Antonio Taumaturgo: il Decano p. Renato Caprioli, parroco dell'Immacolato Cuore di Maria; don Fabio Gallinucci, parroco dei Santi Pietro e Paolo; p. Matteo Daniele, parroco del Sacro Cuore di Gesù e p. Florio Quercia suo confratello; infine Don Michele, cappellano della Guardia di Finanza.
L'animazione del nostro Coro con i brani francescani cantati, ha sottolineato il clima di emozione e di gioia che fin dall'inizio si era creato. Abbiamo voluto ricordare nella preghiera anche i due agenti Matteo e Pierluigi uccisi proprio oggi 3 anni fa nella Questura di Trieste.
Pur essendo un giorno feriale, la chiesa era gremita di persone senza più la paura di avere accanto a sé qualcuno da evitare o da criticare.
Non poteva mancare il momento conviviale atteso da quasi tre anni. I nostri volontari hanno dato il meglio di sé per preparare una cena degna di un ristorante. Tutti gli spazi del "Franciscanum" e del porticato sono stati occupati da persone di tutte le età: dai più piccoli ai più grandi, tutti contagiati da una gioia finalmente ritrovata.

 

(p. Gabriele)

 

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Specialmente di questi tempi sentiamo spesso attorno a noi persone che si lamentano, paurose e diffidenti, stanche e demotivate, a volte arrabbiate, pronte a denunciare chiunque. E’ difficile trovare persone che sanno dire un grazie, che sanno trovare e vedere qualche spiraglio di luce in mezzo a tanta confusione e paura. Difficile vedere qualcosa di buono negli altri.

Forse siamo arrabbiati o indifferenti anche nei confronti del Signore. A che cosa  serve un Dio che pare ci abbia abbandonati a noi stessi, al nostro egoismo e al nostro dolore.

 

Eppure Dio oggi con la sua nascita in mezzo a noi ci ha mostrato il suo volto sorridente. Non abbiamo più a che fare con un Dio imbronciato, impenetrabile, innervosito, arrabbiato, pronto a punire, ma con un Dio che ci sorride, sempre perché nonostante tutto ha fiducia in noi e sa che possiamo farcela.  Abbiamo a che fare finalmente con un Dio che sa solo amare e dire bene di noi.

 

Non aspettiamoci però che Dio ci risolva i problemi, che appiani la vita o ce semplifichi … non l’ha fatto neppure con la a vita del suo Figlio.

La vita è un mistero e come tale va accolta e rispettata e la sofferenza fa parte della nostra fragilità umana.

Ma se Dio mi sorride, sempre, significa che esiste qualche modo che ancora non vedo, una ragione che ignoro, un orizzonte oltre … e allora mi fido.

 

Quando qualcuno ci stima, dice bene di noi, ci sorride, ci fa sentire il suo affetto la nostra vita cambia e siamo capaci di fare qualunque cosa, anche le più difficili.

 

Vi auguro allora di  accogliere la benedizione di Dio e di benedirvi gli uni gli altri, dire del bene senza cedere alle continue lamentele o allo scoraggiamento. Non dimentichiamo che portiamo sempre con noi la Benedizione di Dio.

Qualunque cosa succeda nella tua vita, quest’anno, ricorda che Dio ti sorride e ti benedice.

Auguri per un nuovo anno amato e benedetto dal sorriso di Dio.

(P. Gabriele)

Il terreno è solo di sabbia, non ci sono ripari, non c’è più vita. Le case sono vuote, senza luce. I pastori vagano, ben distanziati per paura, in cerca di una meta, frastornati dalla mancanza di ogni certezza. In lontananza, da una grotta esce una luce che si proietta nel deserto e riempie di speranza quei poveri pastori. E’ la grotta di Betlemme, la grotta dove è nato Gesù. I pastori si dirigono fiduciosi verso quella luce sicuri di trovare un riparo, un senso al loro camminare.

Questo presepe vuole raccontare la nostra storia di oggi, una storia segnata dalla pandemia. Da un paio d’anni la nostra vita è cambiata: vaghiamo spesso senza certezze in un terreno infido, arido, tra relazioni che ci fanno paura, mascherati, quasi irriconoscibili. Non ci sono più permessi un abbraccio, una carezza, un bacio. Non esiste più la tenerezza, ma solo la diffidenza. Tutti ci dicono tutto e il contrario di tutto e il nostro cuore si riempie di paura e di ansia. Ce la prendiamo anche con Dio: ci ha forse abbandonati? Dove andremo a finire?

Ma ecco da qualche parte, sembra in un angolo ma è davanti a noi, una luce che ha il potere di riscaldarci il cuore e di dare ancora un senso alla nostra vita: è GESU’ che nasce per camminare con noi, per ridonarci la speranza e la gioia. Ci da la certezza che la tenerezza e l’amore esistono ancora. Ci aspetta a quell’umile grotta per dirci: NON AVER PAURA, “la primavera tornerà ancora e io verrò a passeggiare con te mano nella mano”. 

(P. Gabriele)

Papa Francesco sottolinea ciò che l'arcangelo Gabriele dice alla Madonna nel momento dell'annunciazione. «L’angelo non dice a Maria: “Tu sei piena di intelletto, sei intelligente, sei piena di virtù, sei una donna ultrabuona“. No: “Sei piena di graziaˮ, cioè di gratuità, di bellezza. La Madonna è la bella per eccellenza. La bellezza è una delle dimensioni umane che troppo spesso trascuriamo. Parliamo della verità, della bontà e lasciamo da parte la bellezza. Invece è importante quanto le altre. È importante trovare Dio nella bellezza».

La bellezza di chi si prende cura di chi ha bisogno, accoglie e rispetta.

La bellezza di chi osserva pur con fatica le disposizioni necessarie per superare questo momento difficile.

La bellezza di papà e mamma nell’impegnativo compito di educare i figli e dar loro un futuro di speranza.

La bellezza di chi si prende cura dell’educazione alla fede dei nostri bambini e ragazzi.

La bellezza di chi dona il suo tempo e il suo amore per aiutare chi è in  difficoltà.

La bellezza di chi ama la propria comunità parrocchiale ed è felice quando ci si ritrova insieme alla domenica nella celebrazione dell’Eucaristia.

La bellezza di chi si prende cura della nostra chiesa per renderla bella e accogliente

La bellezza di chi, pur in mezzo a difficoltà, ci aiuta nella preghiera con il canto.

La bellezza di chi nel silenzio vive la sofferenza uniti a Cristo e al suo amore nella preghiera quotidiana.

 

Un augurio per tutti voi in questo Natale:

La bellezza di un Dio che si fa Bambino per amore vi aiuti a riscoprire in voi e in chi vi sta intorno la Bellezza che nonostante le nostre fatiche ci portiamo dentro. E gioire di tutto questo.

La Comunità dei Frati

Luciano, Franco, Gabriele. Antonio, Christy, Anton, Anicet

Come vuole la tradizione, con la festa di S. Antonio si conclude l’Anno Pastorale. Anche quest’anno, purtroppo, la situazione attuale non ci permette di vivere un momento di festa insieme. Questo non ci impedisce di dire una grande grazie al Signore  perché, nonostante non pochi limiti, ci ha accompagnato con il suo amore.

GRAZIE per la preghiera incessante che si è levata al Signore con la celebrazione eucaristica e con la recita giornaliera del S. Rosario.

GRAZIE per la disponibilità di tantissime persone che hanno donato il loro tempo e il loro amore per la cura della chiesa, per la Caritas, per il servizio per la Comunione e l’accoglienza in chiesa.

GRAZIE per i Ministranti, fedelissime ragazze e ragazzi per il servizio domenicale all’Eucaristia.

GRAZIE per le catechiste e i catechisti che hanno accompagnato, sempre con amore, dedizione ed entusiasmo, i bambini e i ragazzi alla prima Confessione, alla prima Comunione e alla Confermazione.

GRAZIE per il bellissimo e indimenticabile momento vissuto con le nostre bambine e bambini per la Prima Confessione sul Carso presso la Cava Marucelli Omar immersi nella natura a fare l’esperienza dell’amore del Pastore buono.

GRAZIE per gli animatori dei gruppi Giovanissimi e del Post Cresima per la loro dedizione e capacità nell’accompagnare le ragazze e i ragazzi nel loro cammino umano e cristiano.

GRAZIE per quanti si sono spesi nell’animazione liturgica, nell’informazione e condivisione delle realtà e iniziative parrocchiali.

GRAZIE per i frati della nostra Comunità che non hanno mai fatto mancare la loro presenza in chiesa per un colloquio o per donare l’amore di Dio nel sacramento della Riconciliazione.

Grazie
(P. Gabriele)