GIUBILEO FRANCESCANO
800 ANNI DALLA MORTE DI S. FRANCESCO D'ASSISI
cosa ci aspetta:
L'incontro con la via di Francesco e Chiara nella loro terra, nella loro città: dalla nascita alla morte, fino all'esperienza culmine di Francesco alla Verna.
Visita ai monumenti innalzati in loro onore.
Momenti di preghiera, di riflessione e confronto con la Parola di Dio vissuta e incarnata da Francesco e Chiara
Programma
Sabato 12 settembre:
- h 6.00: Partenza con Pullman Gran Turismo, viaggio verso Assisi con pranzo al sacco o in autogrill.
- Arrivo nel primo pomeriggio: visita ai luoghi dell’infanzia e giovinezza di S. Francesco e di S. Chiara con Santa Messa.
- h 19.30: Arrivo presso la Casa di Accoglienza Madonna delle Rose, sistemazione nelle stanze.
- h 20.00: Cena nella Casa di Accoglienza.
Domenica 13 settembre:
- h 7.00: Santa Messa nella Cappella della casa di Accoglienza.
- h 8.00: Colazione.
- h 9.30: Partenza dalla casa e visita a San Damiano.
- h 12.30: Pranzo.
- h 14.30: Visita alla Chiesa di Santa Chiara.
- h 17.00: Pomeriggio libero.
- h 19.00: Rientro presso la Casa di Accoglienza.
- h 20.00: Cena.
Lunedì 14 settembre:
- h 7.00: Santa Messa nella Cappella della casa di Accoglienza.
- h 8.00: Colazione.
- h 9.30: Partenza dalla casa e visita a S. Maria degli Angeli - Porziuncola.
- h 12.30: Pranzo.
- h 14.30: Visita alla Basilica di San Francesco d’Assisi.
- h 19.00: Rientro presso la Casa di Accoglienza.
- h 20.00: Cena.
Martedì 15 settembre
- h 7.00: Santa Messa nella Cappella della casa di Accoglienza.
- h 8.00: Colazione.
- h 9.30: Check-out e partenza per l’Eremo.
- h 12.30: Pranzo.
- h 14.30: Tappa a La Verna.
- h 23.30: Rientro a Trieste.
Costo per 50 partecipanti indicativi tra 320 e 350€ comprensivo di: Viaggio in pullman da Trieste ad Assisi, Assisi, La Verna e rientro a Trieste; pernottamento con trattamento di mezza pensione, tasse di soggiorno e affitto di radioline per audioguida.
10 gennaio 2026 - 10 gennaio 2027
In occasione dell'ottavo centenario della morte di S. Francesco (1226 - 2026)
EVENTI
IL CANTICO DELLE CREATURE O DI "FRATE SOLE" NELLE SCUOLE
Nel mese di Aprile si svolgeranno nelle scuole incontri sull'attualità comunicativa del Cantico di Frate Sole di S. Francesco.
2 GIUGNO 2026 - MARTEDì
Pellegrinaggio diocesano a Padova in occasione della tradizionale Tredicina in onore di S. Antonio di Padova
12 GIUGNO 2026 - VENERDÌ - CHIESA B. VERGINE DEL SOCCORSO (S. Antonio Vecchio)
Ore 18.00 - S. Messa.
Al termine Pellegrinaggio pedonale a S. Antonio Taumaturgo
Ore 19.30 - Chiesa S. Antonio Taumaturgo
Celebrazione del Transito di S. Antonio di Padova
13 GIUGNO 2026 - SABATO - CHIESA S. ANTONIO TAUMATURGO
Ore 18.00 - Solenne celebrazione in onore di S. Antonio di Padova
presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi
2 AGOSTO 2026 - DOMENICA - CHIESA DI MONTUZZA
Festa del Perdon d'Assisi.
Presso la chiesa di Montuzza possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione nell'intera giornata.
Ore 17.30 - Predicazione francescana sull'VIII centenario della morte di S. Francesco
Ore 18.30 - Solenne Celebrazione presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi
7 SETTEMBRE - LUNEDÌ - GIARDINO PUBBLICO MUZIO DE TOMMASINI
Ore 18.00 - S. Messa per la custodia del creato, presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi
16 SETTEMBRE 2026 - MERCOLEDÌ - CHIESA S. MARIA MAGGIORE
Ore 19.00 - Veglia delle Stimmate di S. Francesco
17 SETTEMBRE - GIOVEDÌ - CHIESA S. MARIA MAGGIORE
Festa delle Stimmate di S. Francesco
Ore 18.00 - Solenne celebrazione delle Stimmate di S. Francesco
3 OTTOBRE 2026 - SABATO - CHIESA DI MONTUZZA
Ore 18.30 - Celebrazione del Transito di S. Francesco presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi
4 OTTOBRE 2026 - DOMENICA - CHIESA S. FRANCESCO D'ASSISI
Ore 19.00 - Solenne celebrazione in onore di S. Francesco d'Assisi presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi
Una sera di anni fa a casa di una famiglia. Paoletto, un bambino di 2 anni malato di leucemia disteso su un divano. Accanto la madre, medico, impotente di fronte alla malattia del figlio in fase terminale. Tra le lacrime Paola, la Madre, mi si rivolge con gli occhi arrossati e ormai privi di lacrime: perché mio figlio sta morendo? Che male ha fatto, piccolo innocente? Voi preti mi dite che Dio è buono … ma dov’è questa bontà? A me sembra crudeltà. Smettetela con le vostre fandonie. Tu mi hai visto quante volte io e Paoletto siamo venuti in chiesa davanti all’altare della Madonna ad accendere una candelina per la sua guarigione … ecco la risposta: mio figlio sta morendo. Io ero lì, incapace di dire una parola. Ad un certo punto ho preso tra le mie mani le sue mani: Paola, non so darti delle risposte, ma sono qui con te e piango con te. Il dolore non è un problema perché altrimenti ci sarebbe una risposta, ma è un MISTERO, una realtà cioè che per quanto possiamo scandagliare, non riusciremo mai ad esaurirla. E poi, Paola, vedendo Paoletto, mi viene in mente GESU’. Non ha dato una risposta al dolore, alla sofferenza, anche perché la nostra mente non sarebbe stata capace di capi-re, ma se l’è presa su di sé e l’ha portata sulla Croce. E lì sulla Croce anche lui si è arrabbiato con Dio suo Padre, come te Paola, come me: “Perché mi hai abbandonato?” … e non ha ricevuto alcuna risposta. In quel momento Gesù non si è disperato e avrà pensato: Padre, non ti vedo e non ti sento, mi sembri cattivo e crudele nell’abbandonarmi, non ci capisco più niente, ma MI FIDO ANCORA DI TE. E pur gridando nel suo ultimo respiro si è lasciato andare consegnandosi al Padre. Ecco la Fede, cara Paola, il coraggio di fi-darsi ancora di Dio come di un Padre, sapendo che ogni nostra lacrima non va perduta, ma viene raccolta dal suo amore come qualcosa di prezioso per il bene di altre persone.
Così Maria sotto la Croce, sfinita dal dolore nel vedere suo Figlio innocente umiliato e straziato in una morte orrenda.
Poco dopo Paoletto alza le braccia verso la madre. Lei lo prende e lo stringe a sé nel suo ultimo respiro. Paoletto si è fidato di sua madre e si è lasciato andare sereno.
p. Gabriele
Un giorno, nella chiesa del Seminario, di fronte a compagni, parenti e amici, le mie mani nelle mani del Superiore, mi dono al Signore: Faccio voto di Obbedienza, Povertà e Castità. Tutta la mia vita donata al Signore per i miei fratelli e sorelle. Tutta la mia vita nel seguire Cristo, Povero, Obbedien-te e Casto.
L’Obbedienza mi invita a mettermi continuamente in sintonia con i dise-gni di amore di Dio, i Suoi e non i miei, anche se li penso i migliori. Attraver-so la Chiesa, i miei Superiori, io rinuncio volentieri ai miei progetti per cam-minare nei sentieri di Dio, alle volte facili, altre volte impegnativi, fidando-mi sempre di Lui. Ho scoperto ogni volta che dove mi accompagnava il Si-gnore, era il luogo migliore per me, anche se inizialmente era difficile da accettare per paura o inesperienza.
La Povertà mi invita a sentire e a vivere che ogni cosa non mi appartie-ne, è solo un dono di Dio. Mi fa sentire che sono povero e ho bisogno di tutto: prima di Dio e poi dei miei fratelli e sorelle. E’ una grande sensazione di libertà e di leggerezza. Mi libera il cuore da tante preoccupazioni e ten-sioni. Amo ripetere: Non possiedo nulla, ma non mi manca nulla.
La Castità mi invita a donare tutto il mio cuore e il mio essere non ad una persona, ma a tutti i miei fratelli e sorelle. Mi invita ad avere un cuore libero, grande come quello di Cristo, a donarmi senza alcuna pretesa: io ti amo e ti lascio pienamente libero. E’ un amore che non ha confini, libero che ti riempie il cuore di felicità vera. A volte questo amore può essere in-quinato dal mio egoismo, ma la grazia di Cristo, il suo perdono mi prende per mano per rialzarmi e camminare con Lui.
Quando il Signore mi ha chiamato a seguirlo sentivo la fatica di lasciare un amore terreno per me bello e appagante, ma dentro di me sentivo che non mi bastava, che avevo bisogno di Qualcuno che riempisse completa-mente la mia vita. E questo qualcuno era Lui, Gesù. E l’ho seguito fidando-mi di Lui. E ne è valsa la pena.
p. Gabriele
Quest’estate un gruppo di giovanissimi ha vissuto un’esperienza davvero speciale: una delle tre settimane del camposcuola organizzato dal movimento “Giovani verso Assisi”, proprio nella città di San Francesco. Assieme agli animatori siamo stati accompagnati e animati da un fantastico gruppo di frati e suore.
All’iniziativa hanno partecipato parrocchie provenienti da tutta Italia: in totale eravamo ben 120 ragazzi!
«Abbiamo avuto la rarissima occasione di trascorrere parte delle giornate, soprattutto durante i pasti e i momenti di confronto, negli ambienti privati del convento della basilica di San Francesco. Un’ottima opportunità per godere anche di un po’ di fresco, viste le giornate davvero calde», racconta uno dei partecipanti. Per favorire l’incontro tra realtà diverse, tutti i presenti sono stati suddivisi in sei gruppi misti, così da poter condividere l’esperienza con ragazzi di altre città senza mai sentirsi soli. «Conoscere persone nuove e stringere amicizie fuori dai soliti giri è stato forse l’aspetto più bello della settimana», confida una ragazza durante il viaggio di ritorno.
Il titolo del camposcuola è stato “VIVO” e partendo dal vangelo dei discepoli di Emmaus abbiamo incrociato anche la vita di San Francesco d’Assisi; Il tema centrale, infatti, era la Speranza: attraverso l’esempio di Francesco abbiamo riflettuto su come ciascuno di noi possa diventare, nella vita di ogni giorno, un testimone e portatore di speranza. Non sono mancati i momenti di cammino e pellegrinaggio.
Abbiamo visitato luoghi simbolo della spiritualità francescana, come il Santuario di Rivotorto, la chiesa di San Damiano e Santa Maria degli Angeli, ripercorrendo alcune tappe decisive della vita del Santo di Assisi. Un’esperienza intensa, fatta di preghiera, amicizia e scoperta, che porteremo nel cuore come un invito a vivere la speranza anche nella nostra quotidianità.
Nicola, ti immagino davanti all’altare, un po’ teso, emozionato, ma con il volto splendente di una gioia infinita. Vedi arrivare la tua dolce Serena, quel dolce dono che il Signore ha tenuto in serbo per te e oggi te lo dona, resa ancor più bella dal tuo amore, dal vestito bianco e dalla luce che la circonda. Come entra in Chiesa non ha ben definiti i suoi contorni perché in “controluce”. Contorni che sono sempre più chiari a mano a mano che si avvicina a te. E’ un segno questo che sottolinea il fatto che Serena e anche tu, Nicola, siete un “mistero” l’uno per l’altra, non nel senso che non si capisce niente, ma che vi trovate di fronte ad una realtà “inesauribile”. Non basterà tutta la vita per conoscervi pienamente e in verità.
Dolce Serena, splendente nel tuo vestito bianco, con il cuore che batte a mille, entri in chiesa. Gli occhi di tutti sono solo per te, ma tu hai occhi solo per il tuo Nicola che davanti all’altare ti attende. Passo dopo passo ti avvicini a lui e incontri quegli occhi che tante volte hai visto, baciato e amato, ma che oggi hanno una luce nuova perché assomigliano agli occhi di Dio che è Amore.
Durante la Liturgia del Sacramento del Matrimonio ciascuno di voi cerca la ma-no dell’altro per dirvi: … io ti amerò tutti i giorni della mia vita”, per dirvi che insieme ce la farete nel cammino della vita nonostante le difficoltà, i problemi … La voce tremante, emozionata, ma felici perché quel vostro “piccolo grande” amore viene consacrato e diventa Dio. Dio in quel momento vi ringrazia perché siete la sua più bella e significativa immagine. In voi Dio si può specchiare e vedere ancora una volta quanto è Grande e Bello.
Il momento della Comunione. Come marito e moglie ricevete Cristo, Colui che viene a formare “una sola carne” con voi, il compagno inseparabile della vostra vita, l’amico discreto e attento del vostro amore, il modello a cui il vostro amore si ispira e dal quale riceve sempre nuova energia e vita. Un Dio che si fa mangiare per continuare ad amarvi ed essere vostro sostegno …
Nicola, quel giorno, Serena diventa la presenza di Dio accanto a te per amarti e farti felice sempre.
Serena, quel giorno, Nicola diventa la presenza di Dio accanto a te per realizza-re con voi i Suoi e i vostri sogni d’amore.
Alla fine, i vostri volti radiosi incontrano i parenti e gli amici. La festa della vita è appena iniziata, l’eternità del vostro amore è appena iniziata. Nel nome di quell’Amore che dall’eternità vi ha pensato e amato e vi ha voluto nel tempo, carissimi Nicola e Serena, andate incontro alla Vita.
(P. Gabriele)
E’ il giorno della Prima Comunione di Michela, 10 anni. Sulla tavola per il pranzo viene stesa una tovaglia particolare. Michela se ne accorge e chiede: perché mamma questa tovaglia? La mamma con un grande sorriso e il volto pieno di gioia: “Questa tovaglia il giorno in cui papà e io abbiamo consacrato il nostro amore stava sull’altare. Su quell’altare e su questa tovaglia abbiamo consacrato il nostro amore e da questo amore sei nata tu Michela. Oggi abbiamo tirato fuori questa tovaglia per ricordare quel giorno e ringraziare il Signore dell’amore che ci ha donato e soprattutto del dono bellissimo che sei tu Michela. In questi anni abbiamo passato anche momenti non facili ma il ricordo e soprattutto la grazia del Sacramento che abbiamo ricevuto ci hanno sempre sostenuto dandoci il coraggio di superare ogni difficoltà”.
Ogni tanto sentiamo il bisogno di fermarci e fare festa e ridirci con le parole e i gesti la bellezza dell’amore. E tutto questo è bello farlo non da soli, ma insieme ad altre famiglie per sentirci comunità, famiglie di famiglie. Ci ritroveremo tutti in chiesa davanti al Signore prima di tutto per riconoscere e ringraziarlo dei tanti doni che ci ha fatto durante questi anni, per ringraziarlo della forza che ci ha donato per superare le inevitabili difficoltà della vita, per nutrirci ancora una volta del suo Corpo, per rivivere insieme il do-no di donarci l’uno all’altra che ha fatto Lui con noi: Io mi dono a te, amore mio, perché tu abbia la vita, perché in tutto il tuo corpo scorra il mio amore, fonte di vita inesauribile. Sarà bello ancora ritrovarci insieme per fare un brindisi augurandoci che il nostro amore continui e che niente al mondo possa separarci.
P. Gabriele
Grazie cari genitori per aver iscritto i vostri figli al cammino di catechesi della nostra Parrocchia. Grazie perché sentite importante aiutare i vostri figli a crescere nella fede. Come sapete la Parrocchia non si sostituisce a voi ma si affianca a voi perché siete voi genitori i primi educatori alla fede dei vostri figli. Da qui l’impegno da parte vostra di dare l’esempio.
A volte si nota che alcuni bambini e ragazzi non sanno fare neppure il segno della croce. Niente di strano se in casa non l’hanno mai visto fare dai loro genitori. Sarebbe bello che in ogni famiglia cristiana ci fosse un momento e uno spazio per un segno di croce, una piccola preghiera. A sera mentre si da la buona notte ai propri figli ci fosse anche un segno di croce e un “grazie” al Signore.
Sarebbe bello alla domenica partecipare alla Messa assieme ai propri figli. E’ triste vedere qualche genitore accompagnare il proprio figlio alla Messa e andarsene subito per altri impegni, seppur importanti. Chissà che cosa pensa quel bambino o ragazzo: che andare a Messa è un obbligo invece di un momento importante e gioioso di vita famigliare.
Sarebbe bello che i genitori aiutassero e incoraggiassero i propri figli a continuare nel cammino della catechesi. Si nota che già dopo la Prima Comunione il gruppo si assottiglia tantissimo. Come mai? Ci si chiede. E’ una domanda che ci poniamo tutti. Quanta responsabilità abbiamo noi come
parrocchia e voi come genitori?
Così pure anche dopo la Cresima. E’ vero che i ragazzi entrano nella cosiddetta crisi adolescenziale ma proprio per questo avrebbero bisogno di un sostegno nel loro cammino di crescita e maturazione. Ho visto che la vicinanza e l’aiuto rispettoso dei genitori funziona. Mi rendo conto che educare i figli oggi è un impegno non facile. Con le nostre sole forze non ce la facciamo. Abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore.
Sarebbe bello che i figli in casa o a Messa vedessero i propri genitori non solo che si voglio bene nonostante i problemi e le difficoltà, ma anche che sanno pregare per i loro figli. I figli non hanno bisogno di genitori perfetti ma di genitori forti e coerenti nelle loro scelte. Hanno bisogno di esempi. Le buone radici ricevute prima o poi verranno fuori anche quando può sembrare impossibile. L’importante che siano state messe con il proprio esempio. Grazie di cuore.
(P. Gabriele)
Dal 24 al 29 luglio, con 10 ragazzi della nostra parrocchia siamo stati a Roma per vivere insieme il nostro "Giubileo dei Giovani". Non tanto un semplice viaggio turistico, ma un vero e proprio pellegrinaggio alle principali Basiliche della cristianità e per attraversare le "Porte Sante" Giubilari, passando dai luoghi più importanti e visitati, alle bellezze più nascoste di Roma. A ogni ragazzo abbiamo affidato il compito di presentarci una delle basiliche che abbiamo visitato per farli sentire non semplici spettatori, ma protagonisti del loro cammino spirituale. Ogni ragazzo ha saputo cogliere un dettaglio, una storia, un'emozione e ha condiviso con il gruppo la sua personale scoperta. Abbiamo imparato che la porta santa non è tanto un luogo fisico da toccare con mano, quasi un rito magico, ma piuttosto un luogo del cuore dove Dio ci attende pronto a prenderci per mano in una nuova partenza con fiducia rinnovata nel domani.
Questo viaggio è stato anche un'opportunità per i ragazzi di capire che la fede non è qualcosa di lontano e astratto, ma è presente, è palpabile, anche in una città caotica e piena di vita come
Roma. Insieme, siamo riusciti a creare un'atmosfera di serenità e divertimento, tra un aneddoto storico e una riflessione spirituale, c'era sempre spazio per tante risate e chiacchierate. In questo
viaggio abbiamo riscoperto che la fede è gioia da vivere insieme e da condividere con gli amici.
Ringraziamo i ragazzi per la loro disponibilità, i genitori per la fiducia e P. Gabriele per averci accompagnato in questa bellissima avventura. Da questa bellissima esperienza, portiamo nel cuore la bellezza di Roma e le profonde riflessioni che abbiamo condiviso, ma soprattutto la certezza che la nostra parrocchia ha un gruppo di giovani meravigliosi, pronti a costruire insieme la strada verso il futuro.
49 bambini, 13 animatori giovani, 4 cuochi bravissimi e un sacerdote. Forse sono questi gli ingredienti per un camposcuola fantastico? A fine agosto siamo tornati una settimana a Valdobbiadene, quest’anno accompagnati da padre Anicet.
Il tema centrale era Kung Fu Panda, grazie alle avventure di Po abbiamo riflettuto su cosa vuol dire costruire un mondo di PACE, abbiamo parlato dei nostri SOGNI, del RISPETTO e della FIDUCIA verso gli altri.
Divisi in squadre abbiamo gareggiato in giochi di tutti i tipi: Alce rosso, Olimpiadi, Stratego, Giochi d’acqua, Rischiatutto…e il tanto attesto Giallo. Ogni squadra aveva anche alcuni turni di pulizia per contribuire all’ordine della casa. A metà settimana non poteva mancare la nostra solita gita, stavolta con un ritorno sotto la pioggia!
Abbiamo vissuto alcuni momenti di preghiera: ogni giorno al suono delle campane delle 12 ci ritrovavamo per recitare l’Angelus tutti insieme. La sera, intorno al falò, ci riunivamo per ringraziare per la giornata trascorsa.

Ciao! Hai tra i 14 e i 30 anni?
Abbiamo una super proposta per te, sì… proprio per te! 😉
Ti piacerebbe vivere momenti di fraternità
insieme ad altri giovani
in stile francescano?
Ti andrebbe di conoscere la bellissima GIOVENTÙ FRANCESCANA? 😍
Dopo l’estate organizzeremo degli incontri per conoscersi ed iniziare un cammino insieme.
Che aspetti? Facci un pensierino e nel mentre…
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Ti aspettiamo a braccia aperte!
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La Famiglia Francescana di Trieste



