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ANNO GIUBILARE DI SAN FRANCESCO D'ASSISI

10 gennaio 2026 - 10 gennaio 2027
In occasione dell'ottavo centenario della morte di S. Francesco (1226 - 2026)

EVENTI

IL CANTICO DELLE CREATURE O DI "FRATE SOLE" NELLE SCUOLE

Nel mese di Aprile si svolgeranno nelle scuole incontri sull'attualità comunicativa del Cantico di Frate Sole di S. Francesco.

2 GIUGNO 2026 - MARTEDì

Pellegrinaggio diocesano a Padova in occasione della tradizionale Tredicina in onore di S. Antonio di Padova

12 GIUGNO 2026 - VENERDÌ - CHIESA B. VERGINE DEL SOCCORSO (S. Antonio Vecchio)

Ore 18.00 - S. Messa.
Al termine Pellegrinaggio pedonale a S. Antonio Taumaturgo
Ore 19.30 - Chiesa S. Antonio Taumaturgo
Celebrazione del Transito di S. Antonio di Padova

13 GIUGNO 2026 - SABATO - CHIESA S. ANTONIO TAUMATURGO

Ore 18.00 - Solenne celebrazione in onore di S. Antonio di Padova
presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi

2 AGOSTO 2026 - DOMENICA - CHIESA DI MONTUZZA

Festa del Perdon d'Assisi.
Presso la chiesa di Montuzza possibilità di accostarsi al sacramento della Riconciliazione nell'intera giornata.
Ore 17.30 - Predicazione francescana sull'VIII centenario della morte di S. Francesco
Ore 18.30 - Solenne Celebrazione presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi

7 SETTEMBRE - LUNEDÌ - GIARDINO PUBBLICO MUZIO DE TOMMASINI

Ore 18.00 - S. Messa per la custodia del creato, presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi

16 SETTEMBRE 2026 - MERCOLEDÌ - CHIESA S. MARIA MAGGIORE

Ore 19.00 - Veglia delle Stimmate di S. Francesco

17 SETTEMBRE - GIOVEDÌ - CHIESA S. MARIA MAGGIORE

Festa delle Stimmate di S. Francesco
Ore 18.00 - Solenne celebrazione delle Stimmate di S. Francesco

3 OTTOBRE 2026 - SABATO - CHIESA DI MONTUZZA

Ore 18.30 - Celebrazione del Transito di S. Francesco presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi

4 OTTOBRE 2026 - DOMENICA - CHIESA S. FRANCESCO D'ASSISI

Ore 19.00 - Solenne celebrazione in onore di S. Francesco d'Assisi presieduta dal Vescovo Enrico Trevisi

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Perché Signore devo soffrire? Giornata del Malato (8 febbraio 2026)

Una sera di anni fa a casa di una famiglia. Paoletto, un bambino di 2 anni malato di leucemia disteso su un divano. Accanto la madre, medico, impotente di fronte alla malattia del figlio in fase terminale. Tra le lacrime Paola, la Madre, mi si rivolge con gli occhi arrossati e ormai privi di lacrime: perché mio figlio sta morendo? Che male ha fatto, piccolo innocente? Voi preti mi dite che Dio è buono … ma dov’è questa bontà? A me sembra crudeltà. Smettetela con le vostre fandonie. Tu mi hai visto quante volte io e Paoletto siamo venuti in chiesa davanti all’altare della Madonna ad accendere una candelina per la sua guarigione … ecco la risposta: mio figlio sta morendo. Io ero lì, incapace di dire una parola. Ad un certo punto ho preso tra le mie mani le sue mani: Paola, non so darti delle risposte, ma sono qui con te e piango con te. Il dolore non è un problema perché altrimenti ci sarebbe una risposta, ma è un MISTERO, una realtà cioè che per quanto possiamo scandagliare, non riusciremo mai ad esaurirla. E poi, Paola, vedendo Paoletto, mi viene in mente GESU’. Non ha dato una risposta al dolore, alla sofferenza, anche perché la nostra mente non sarebbe stata capace di capi-re, ma se l’è presa su di sé e l’ha portata sulla Croce. E lì sulla Croce anche lui si è arrabbiato con Dio suo Padre, come te Paola, come me: “Perché mi hai abbandonato?” … e non ha ricevuto alcuna risposta. In quel momento Gesù non si è disperato e avrà pensato: Padre, non ti vedo e non ti sento, mi sembri cattivo e crudele nell’abbandonarmi, non ci capisco più niente, ma MI FIDO ANCORA DI TE. E pur gridando nel suo ultimo respiro si è lasciato andare consegnandosi al Padre. Ecco la Fede, cara Paola, il coraggio di fi-darsi ancora di Dio come di un Padre, sapendo che ogni nostra lacrima non va perduta, ma viene raccolta dal suo amore come qualcosa di prezioso per il bene di altre persone.
Così Maria sotto la Croce, sfinita dal dolore nel vedere suo Figlio innocente umiliato e straziato in una morte orrenda.
Poco dopo Paoletto alza le braccia verso la madre. Lei lo prende e lo stringe a sé nel suo ultimo respiro. Paoletto si è fidato di sua madre e si è lasciato andare sereno.

p. Gabriele

Giornata Mondiale della Vita Consacrata (1 febbraio 2026)

Un giorno, nella chiesa del Seminario, di fronte a compagni, parenti e amici, le mie mani nelle mani del Superiore, mi dono al Signore: Faccio voto di Obbedienza, Povertà e Castità. Tutta la mia vita donata al Signore per i miei fratelli e sorelle. Tutta la mia vita nel seguire Cristo, Povero, Obbedien-te e Casto.
L’Obbedienza mi invita a mettermi continuamente in sintonia con i dise-gni di amore di Dio, i Suoi e non i miei, anche se li penso i migliori. Attraver-so la Chiesa, i miei Superiori, io rinuncio volentieri ai miei progetti per cam-minare nei sentieri di Dio, alle volte facili, altre volte impegnativi, fidando-mi sempre di Lui. Ho scoperto ogni volta che dove mi accompagnava il Si-gnore, era il luogo migliore per me, anche se inizialmente era difficile da accettare per paura o inesperienza.
La Povertà mi invita a sentire e a vivere che ogni cosa non mi appartie-ne, è solo un dono di Dio. Mi fa sentire che sono povero e ho bisogno di tutto: prima di Dio e poi dei miei fratelli e sorelle. E’ una grande sensazione di libertà e di leggerezza. Mi libera il cuore da tante preoccupazioni e ten-sioni. Amo ripetere: Non possiedo nulla, ma non mi manca nulla.
La Castità mi invita a donare tutto il mio cuore e il mio essere non ad una persona, ma a tutti i miei fratelli e sorelle. Mi invita ad avere un cuore libero, grande come quello di Cristo, a donarmi senza alcuna pretesa: io ti amo e ti lascio pienamente libero. E’ un amore che non ha confini, libero che ti riempie il cuore di felicità vera. A volte questo amore può essere in-quinato dal mio egoismo, ma la grazia di Cristo, il suo perdono mi prende per mano per rialzarmi e camminare con Lui.
Quando il Signore mi ha chiamato a seguirlo sentivo la fatica di lasciare un amore terreno per me bello e appagante, ma dentro di me sentivo che non mi bastava, che avevo bisogno di Qualcuno che riempisse completa-mente la mia vita. E questo qualcuno era Lui, Gesù. E l’ho seguito fidando-mi di Lui. E ne è valsa la pena.

p. Gabriele

Festa di Carnevale

Festa di carnevale con merenda condivisa

Domenica 8 febbraio dopo la S. Messa (dalle 11 alle 13)

Sono invitati tutti: dai picolissimi ai cresimandi

Presentazione dei Fidanzati alla Comunità: Serena e Nicola carissimi …

Nicola, ti immagino davanti all’altare, un po’ teso, emozionato, ma con il volto splendente di una gioia infinita. Vedi arrivare la tua dolce Serena, quel dolce dono che il Signore ha tenuto in serbo per te e oggi te lo dona, resa ancor più bella dal tuo amore, dal vestito bianco e dalla luce che la circonda. Come entra in Chiesa non ha ben definiti i suoi contorni perché in “controluce”. Contorni che sono sempre più chiari a mano a mano che si avvicina a te. E’ un segno questo che sottolinea il fatto che Serena e anche tu, Nicola, siete un “mistero” l’uno per l’altra, non nel senso che non si capisce niente, ma che vi trovate di fronte ad una realtà “inesauribile”. Non basterà tutta la vita per conoscervi pienamente e in verità.
Dolce Serena, splendente nel tuo vestito bianco, con il cuore che batte a mille, entri in chiesa. Gli occhi di tutti sono solo per te, ma tu hai occhi solo per il tuo Nicola che davanti all’altare ti attende. Passo dopo passo ti avvicini a lui e incontri quegli occhi che tante volte hai visto, baciato e amato, ma che oggi hanno una luce nuova perché assomigliano agli occhi di Dio che è Amore.
Durante la Liturgia del Sacramento del Matrimonio ciascuno di voi cerca la ma-no dell’altro per dirvi: … io ti amerò tutti i giorni della mia vita”, per dirvi che insieme ce la farete nel cammino della vita nonostante le difficoltà, i problemi … La voce tremante, emozionata, ma felici perché quel vostro “piccolo grande” amore viene consacrato e diventa Dio. Dio in quel momento vi ringrazia perché siete la sua più bella e significativa immagine. In voi Dio si può specchiare e vedere ancora una volta quanto è Grande e Bello.
Il momento della Comunione. Come marito e moglie ricevete Cristo, Colui che viene a formare “una sola carne” con voi, il compagno inseparabile della vostra vita, l’amico discreto e attento del vostro amore, il modello a cui il vostro amore si ispira e dal quale riceve sempre nuova energia e vita. Un Dio che si fa mangiare per continuare ad amarvi ed essere vostro sostegno …
Nicola, quel giorno, Serena diventa la presenza di Dio accanto a te per amarti e farti felice sempre.
Serena, quel giorno, Nicola diventa la presenza di Dio accanto a te per realizza-re con voi i Suoi e i vostri sogni d’amore.
Alla fine, i vostri volti radiosi incontrano i parenti e gli amici. La festa della vita è appena iniziata, l’eternità del vostro amore è appena iniziata. Nel nome di quell’Amore che dall’eternità vi ha pensato e amato e vi ha voluto nel tempo, carissimi Nicola e Serena, andate incontro alla Vita.

(P. Gabriele)

Il Nostro Presepe

Un cielo azzurro dipinto di stelle che invita alla gioia e al mistero.
Due strade: una buia che porta alla morte con una segnaletica inquietante: GUERRA con i suoi perversi generali in prima fila: Odio, Violenza, Razzismo, Prepotenza, Guerra: solo dolore e morte.
Un'atra strada in primo piano, piena di luce con una segnaletica che ti riempie il cuore: PACE alimentata da Solidarietà, Accoglienza, Umiltà, Bontà, Amicizia, Amore. Una strada che ti porta ad una grotta, spazio per gli animali e per il Figlio di Dio, Gesù, l'Emmanuele: il Dio con noi. Un Bambino che ti guarda con i suoi occhi splendenti e innocenti, come per dirti: perché vi odiate, perché vi fate del ma-le, perché vi rovinate la vita? Forse perché il vostro cuore è pieno di paura: paura dell'altro, della sua differenza, dei suoi sentimenti ed emozioni.
Io sono venuto piccolo bambino, povero, completamente disarmato, con l'immenso desiderio di amarvi e di accogliervi così come siete nelle vostre differenze.
So anch'io che cosa vuol dire avere paura, l'ho vissuta in prima persona, anch'io ho attraversato tante paure: dal concepimento nel grembo di mia Madre Maria ho vissuto la sua paura di non essere capita, del possibile rifiuto di Giuseppe o peggio di essere lapidata, il viaggio fino a Betlemme, la ricerca di un riparo per mia madre che mi doveva dare alla luce, la nascita in una stalla, in una mangiatoia tra gli animali, la fuga in Egitto per sfuggire al tiranno Erode che voleva la mia morte. E così tutta la mia vita culminata su una croce come un delinquente.
Anche a me il Padre, Dio, mi ripeteva: Non temere figlio mio, io sono con te, non ti lascio solo. Gli ho creduto e nel momento di maggior sconforto e di morte, ecco il miracolo: la risurrezione, la vita che trionfa sulla morte, su ogni paura.
Sono venuto a dirvi: NON TEMERE, io sono l'Emmanuele, il Dio con voi.
Oggi vorrei fare mie le parole di Marco Mengoni dalla canzone Guerriero per dirti:

Io sono un guerriero,
veglio quando è notte
Ti difenderò da incubi e tristezze
Ti riparerò da inganni e maldicenze
E ti abbraccerò per darti forza sempre
Ti darò certezze contro le paure
Per vedere il mondo oltre quelle alture.
Non temere nulla io sarò al tuo fianco
Con il mantello asciugherò il tuo pianto.
Vinceremo contro tutti
e resteremo in piedi
E resterò al tuo fianco fino a che vorrai
Ti difenderò da tutto, non temere mai.
Ci saranno luci accese di speranze
E ti abbraccerò per darti forza sempre.

Buon Natale - P. Gabriele
Un grande grazie ai nostri instancabili e generosi presepisti!