Una sera di anni fa a casa di una famiglia. Paoletto, un bambino di 2 anni malato di leucemia disteso su un divano. Accanto la madre, medico, impotente di fronte alla malattia del figlio in fase terminale. Tra le lacrime Paola, la Madre, mi si rivolge con gli occhi arrossati e ormai privi di lacrime: perché mio figlio sta morendo? Che male ha fatto, piccolo innocente? Voi preti mi dite che Dio è buono … ma dov’è questa bontà? A me sembra crudeltà. Smettetela con le vostre fandonie. Tu mi hai visto quante volte io e Paoletto siamo venuti in chiesa davanti all’altare della Madonna ad accendere una candelina per la sua guarigione … ecco la risposta: mio figlio sta morendo. Io ero lì, incapace di dire una parola. Ad un certo punto ho preso tra le mie mani le sue mani: Paola, non so darti delle risposte, ma sono qui con te e piango con te. Il dolore non è un problema perché altrimenti ci sarebbe una risposta, ma è un MISTERO, una realtà cioè che per quanto possiamo scandagliare, non riusciremo mai ad esaurirla. E poi, Paola, vedendo Paoletto, mi viene in mente GESU’. Non ha dato una risposta al dolore, alla sofferenza, anche perché la nostra mente non sarebbe stata capace di capi-re, ma se l’è presa su di sé e l’ha portata sulla Croce. E lì sulla Croce anche lui si è arrabbiato con Dio suo Padre, come te Paola, come me: “Perché mi hai abbandonato?” … e non ha ricevuto alcuna risposta. In quel momento Gesù non si è disperato e avrà pensato: Padre, non ti vedo e non ti sento, mi sembri cattivo e crudele nell’abbandonarmi, non ci capisco più niente, ma MI FIDO ANCORA DI TE. E pur gridando nel suo ultimo respiro si è lasciato andare consegnandosi al Padre. Ecco la Fede, cara Paola, il coraggio di fi-darsi ancora di Dio come di un Padre, sapendo che ogni nostra lacrima non va perduta, ma viene raccolta dal suo amore come qualcosa di prezioso per il bene di altre persone.
Così Maria sotto la Croce, sfinita dal dolore nel vedere suo Figlio innocente umiliato e straziato in una morte orrenda.
Poco dopo Paoletto alza le braccia verso la madre. Lei lo prende e lo stringe a sé nel suo ultimo respiro. Paoletto si è fidato di sua madre e si è lasciato andare sereno.
p. Gabriele