Un giorno, nella chiesa del Seminario, di fronte a compagni, parenti e amici, le mie mani nelle mani del Superiore, mi dono al Signore: Faccio voto di Obbedienza, Povertà e Castità. Tutta la mia vita donata al Signore per i miei fratelli e sorelle. Tutta la mia vita nel seguire Cristo, Povero, Obbedien-te e Casto.
L’Obbedienza mi invita a mettermi continuamente in sintonia con i dise-gni di amore di Dio, i Suoi e non i miei, anche se li penso i migliori. Attraver-so la Chiesa, i miei Superiori, io rinuncio volentieri ai miei progetti per cam-minare nei sentieri di Dio, alle volte facili, altre volte impegnativi, fidando-mi sempre di Lui. Ho scoperto ogni volta che dove mi accompagnava il Si-gnore, era il luogo migliore per me, anche se inizialmente era difficile da accettare per paura o inesperienza.
La Povertà mi invita a sentire e a vivere che ogni cosa non mi appartie-ne, è solo un dono di Dio. Mi fa sentire che sono povero e ho bisogno di tutto: prima di Dio e poi dei miei fratelli e sorelle. E’ una grande sensazione di libertà e di leggerezza. Mi libera il cuore da tante preoccupazioni e ten-sioni. Amo ripetere: Non possiedo nulla, ma non mi manca nulla.
La Castità mi invita a donare tutto il mio cuore e il mio essere non ad una persona, ma a tutti i miei fratelli e sorelle. Mi invita ad avere un cuore libero, grande come quello di Cristo, a donarmi senza alcuna pretesa: io ti amo e ti lascio pienamente libero. E’ un amore che non ha confini, libero che ti riempie il cuore di felicità vera. A volte questo amore può essere in-quinato dal mio egoismo, ma la grazia di Cristo, il suo perdono mi prende per mano per rialzarmi e camminare con Lui.
Quando il Signore mi ha chiamato a seguirlo sentivo la fatica di lasciare un amore terreno per me bello e appagante, ma dentro di me sentivo che non mi bastava, che avevo bisogno di Qualcuno che riempisse completa-mente la mia vita. E questo qualcuno era Lui, Gesù. E l’ho seguito fidando-mi di Lui. E ne è valsa la pena.
p. Gabriele