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Il Nostro Presepe

Un cielo azzurro dipinto di stelle che invita alla gioia e al mistero.
Due strade: una buia che porta alla morte con una segnaletica inquietante: GUERRA con i suoi perversi generali in prima fila: Odio, Violenza, Razzismo, Prepotenza, Guerra: solo dolore e morte.
Un'atra strada in primo piano, piena di luce con una segnaletica che ti riempie il cuore: PACE alimentata da Solidarietà, Accoglienza, Umiltà, Bontà, Amicizia, Amore. Una strada che ti porta ad una grotta, spazio per gli animali e per il Figlio di Dio, Gesù, l'Emmanuele: il Dio con noi. Un Bambino che ti guarda con i suoi occhi splendenti e innocenti, come per dirti: perché vi odiate, perché vi fate del ma-le, perché vi rovinate la vita? Forse perché il vostro cuore è pieno di paura: paura dell'altro, della sua differenza, dei suoi sentimenti ed emozioni.
Io sono venuto piccolo bambino, povero, completamente disarmato, con l'immenso desiderio di amarvi e di accogliervi così come siete nelle vostre differenze.
So anch'io che cosa vuol dire avere paura, l'ho vissuta in prima persona, anch'io ho attraversato tante paure: dal concepimento nel grembo di mia Madre Maria ho vissuto la sua paura di non essere capita, del possibile rifiuto di Giuseppe o peggio di essere lapidata, il viaggio fino a Betlemme, la ricerca di un riparo per mia madre che mi doveva dare alla luce, la nascita in una stalla, in una mangiatoia tra gli animali, la fuga in Egitto per sfuggire al tiranno Erode che voleva la mia morte. E così tutta la mia vita culminata su una croce come un delinquente.
Anche a me il Padre, Dio, mi ripeteva: Non temere figlio mio, io sono con te, non ti lascio solo. Gli ho creduto e nel momento di maggior sconforto e di morte, ecco il miracolo: la risurrezione, la vita che trionfa sulla morte, su ogni paura.
Sono venuto a dirvi: NON TEMERE, io sono l'Emmanuele, il Dio con voi.
Oggi vorrei fare mie le parole di Marco Mengoni dalla canzone Guerriero per dirti:

Io sono un guerriero,
veglio quando è notte
Ti difenderò da incubi e tristezze
Ti riparerò da inganni e maldicenze
E ti abbraccerò per darti forza sempre
Ti darò certezze contro le paure
Per vedere il mondo oltre quelle alture.
Non temere nulla io sarò al tuo fianco
Con il mantello asciugherò il tuo pianto.
Vinceremo contro tutti
e resteremo in piedi
E resterò al tuo fianco fino a che vorrai
Ti difenderò da tutto, non temere mai.
Ci saranno luci accese di speranze
E ti abbraccerò per darti forza sempre.

Buon Natale - P. Gabriele
Un grande grazie ai nostri instancabili e generosi presepisti!

Blog 28 Dicembre 2025

Concerto Note sotto l'albero (11 gennaio 2026)

Blog 11 Dicembre 2025

Perché festeggiamo gli Anniversari di Matrimonio - Domenica 23 novembre

E’ il giorno della Prima Comunione di Michela, 10 anni. Sulla tavola per il pranzo viene stesa una tovaglia particolare. Michela se ne accorge e chiede: perché mamma questa tovaglia? La mamma con un grande sorriso e il volto pieno di gioia: “Questa tovaglia il giorno in cui papà e io abbiamo consacrato il nostro amore stava sull’altare. Su quell’altare e su questa tovaglia abbiamo consacrato il nostro amore e da questo amore sei nata tu Michela. Oggi abbiamo tirato fuori questa tovaglia per ricordare quel giorno e ringraziare il Signore dell’amore che ci ha donato e soprattutto del dono bellissimo che sei tu Michela. In questi anni abbiamo passato anche momenti non facili ma il ricordo e soprattutto la grazia del Sacramento che abbiamo ricevuto ci hanno sempre sostenuto dandoci il coraggio di superare ogni difficoltà”.

Ogni tanto sentiamo il bisogno di fermarci e fare festa e ridirci con le parole e i gesti la bellezza dell’amore. E tutto questo è bello farlo non da soli, ma insieme ad altre famiglie per sentirci comunità, famiglie di famiglie. Ci ritroveremo tutti in chiesa davanti al Signore prima di tutto per riconoscere e ringraziarlo dei tanti doni che ci ha fatto durante questi anni, per ringraziarlo della forza che ci ha donato per superare le inevitabili difficoltà della vita, per nutrirci ancora una volta del suo Corpo, per rivivere insieme il do-no di donarci l’uno all’altra che ha fatto Lui con noi: Io mi dono a te, amore mio, perché tu abbia la vita, perché in tutto il tuo corpo scorra il mio amore, fonte di vita inesauribile. Sarà bello ancora ritrovarci insieme per fare un brindisi augurandoci che il nostro amore continui e che niente al mondo possa separarci.

P. Gabriele

Blog 16 Novembre 2025
Featured

Le scarpe consunte di Papa Francesco

Papa Francesco ci ha lasciato lunedì dell’Angelo 21 aprile. Ha scelto di essere sepolto con le scarpe nere che era solito indossare in pubblico, le calzature ortopediche che i fedeli gli hanno visto ai piedi per anni, ormai consumate e rovinate.
Una scelta coerente con il desiderio di chiudere la sua vita mortale all'insegna dell'umiltà e della modestia, senza fasti e lussi: un papa vicino agli ultimi, ai poveri, ai dimenticati, a chi non possiede nulla. Le calza-ture ortopediche hanno preso il posto delle tradizionali babbucce papali.
La semplicità, del resto, ha caratterizzato l’intero stile del suo pontificato.
Scarpe che hanno camminato con i poveri: povero tra i poveri.
Scarpe che vogliono essere l’immagine di una “Chiesa in uscita” capace di raggiungere ogni persona nell’accoglienza e nel rispetto. Una Chiesa che vuole portare il Dio dell’amore e della Misericordia a tutti gli uomini, attenta alle gioie ma soprattutto alle sofferenze di ogni persona. Una Chiesa che sa amare e benedire ogni persona senza ideologie e pregiudizi.
Scarpe che si sono inginocchiate davanti ai poveri, ai carcerati per lavar loro i piedi
Scarpe che l’hanno accompagnato appena eletto Papa, nel suo primo viaggio, a Lampedusa accanto ai migranti morti in mare. Come per dire a tutti che la sua vita da Papa sarebbe stata vissuta nell’attenzione e nell’amore verso le persone sole, abbandonate, indifese, in una parola verso gli “scartati” dell’umanità
Scarpe che hanno predicato la Fraternità e la Misericordia verso tutti presentando la bellezza di un Dio che sa solo amare e non si stanca mai di perdonare.
Scarpe accanto a tanti bambini innocenti massacrati dalla stoltezza della guerra.
Scarpe che hanno gridato in ogni momento e in ogni angolo della terra: Pace, Pace, Pace …
Ora il Dio della vita e della festa ti ha chiamato:
Vieni Francesco, benedetto dal Padre mio a ricevere il Regno preparato per te, perché:
Avevo fame e mi hai dato da magiare
Avevo sete e mi hai dato da bere
Ero malato, in carcere e sei venuto a trovarmi …
Grazie Papa Francesco

 

Blog 04 Maggio 2025

Omelia del vescovo Enrico Trevisi - 4 ottobre 2024

Omelia del vescovo Enrico Trevisi
durante la S. Messa nella nostra chiesa parrocchiale
nella Solennità di S. Francesco d'Assisi
- 4 ottobre 2024 -

Nel Testamento di San Francesco trovo scritto: “E dopo che il Signore mi diede dei frati, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del Santo Vangelo. Ed io la feci scrivere con poche parole e con semplicità, e il signor Papa me la confermò”.
C’è un’ansia per il Vangelo, che è un’ansia per vivere come Gesù, per seguire in tutto Gesù. Una radicalità che poi ha portato alla necessità di scrivere altre parole o regole ma che sempre è rimasta nei discepoli di San Francesco. E da qui le continue riforme o nuove famiglie religiose che si ispirano a San Francesco. Un’ansia del tornare alla forma del Santo Vangelo che deve animare anche noi tutti, non perché dobbiamo fare nuove scissioni e nuove famiglie religiose francescane, ma perché San Francesco ci insegna questo.
Guai ad annacquare il Vangelo. Guai a sistemarci agiatamente dentro a una qualche regola o un qualche convento o canonica o appartamento senza più vivere la scomodità, la radicalità del Vangelo. Ma anche la sua bellezza.
Il Vangelo è bello. Il Vangelo è scomodo.
Il Vangelo è bello: e San Francesco scrive tante pagine di vangelo bello. San Francesco lo vediamo e lo pensiamo in una comunione profonda con il Signore, conformato a Lui nel più profondo del cuore. Ma anche capace di baciare un lebbroso o di predicare alle folle o di scrivere i primi inni in italiano o ad affascinare folle e folle di giovani che si mettono al suo seguito. Capace di parlare a Papa Innocenzo III e Onorio III ma anche al cardinale Ugolino d’Ostia che poi divenne Gregorio IX e pure al Sultano d’Egitto Malik al-Kāmil. Parlava anche agli uccelli e al lupo di Gubbio e soprattutto anche a tutti i lupi cattivi che sono gli uomini peccatori capaci di tanto male. San Francesco è il Vangelo bello di Cristo che torna ad essere vivo e ad attrarre tanti giovani che lasciano i desideri di successo attraverso le battaglie, che tralasciano l’esistenza frivola e godereccia che distraeva dal senso vero della vita. Ieri come oggi spesso si è ammaliati da strade che portano alla perdizione: l’onore delle armi, il successo della vittoria, il piacere e il divertimento come nuovi idoli, la ricchezza accumulata e ostentata… Idoli del tempo di Franceso e del nostro tempo! Francesco ci insegna, vivendolo, che c’è un Vangelo bello, di fraternità, di pace, di amicizia, di solidarietà, di incontro anche con il povero, con il ricco, con il musulmano, con il lebbroso di oggi… Seguire Gesù mi autorizza ad un Vangelo bello nella vita concreta.
Il Vangelo è scomodo, perché è vero e non una fiction: e san Francesco ha patito il rigetto di suo padre, l’incomprensione dei suoi frati, il fraintendimento nostro quando lo riduciamo ad un’icona dell’ecologia e del panteismo e di un pacifismo ingenuo. Il Vangelo è scomodo perché è segno di contraddizione, è accettare persecuzioni e fraintendimenti anche dentro la Chiesa, anche tra i suoi fratelli. È anche accettare il silenzio di Dio, come Gesù sulla croce, come san Francesco con le stimmate. Il Vangelo è scomodo perché il mondo non lo riconosce e preferisce le tenebre alla luce, il peccato alla grazia, la violenza al perdono. Vivere le beatitudini, come Francesco le ha incarnate, è scomodo. È un modo scorretto di presentarsi al mondo, perché ci si espone o ad essere considerati ridicoli (ingenui, goffi, bizzarri) o ad essere presi come integralisti, come fanatici. Il Vangelo è scomodo perché è vivere nell’amore di Cristo, fino al dono di sé, e per chi ti offende e ti insulta e ti crocifigge. Ti fa vivere, cercare, volere una pace che il mondo – assuefatto all’odio – non capisce. Un amore che si espone al fallimento, al ridicolo, alla condanna, allo spreco. Amare per niente, perché l’altro non capisce. Solo Dio vede. Ma spesso tace. E noi, come Francesco, a gridare a Lui, fino all’estenuazione, ostinati fino allo stremo, fino a portarne i segni, anzi le stimmate. E divenire noi stessi segni del Cristo, del Vivente.
Il Vangelo è bello. Il Vangelo è scomodo. Il Vangelo è la nostra passione. Con San Francesco vogliamo che il Vangelo sia la nostra ostinata passione. Cioè come per Francesco deve diventare il desiderio estremo, che ci consuma nell’amore, nell’abbandono a Dio, come Gesù, che è abbandonato dagli uomini e si abbandona al Padre. Il Vangelo che appassiona è il bicchiere d’acqua dato ai fratelli, il restare inginocchiati davanti all’Altissimo Onnipotente buon Signore, la ricerca della pecorella smarrita e la gioia del sapersi cercati dal Signore quando ci siamo perduti, la verità che rende liberi anche di fronte ai prepotenti, il perdono che risana il cuore, la visita all’ammalato che ridà spessore alla vita, la mitezza nei confronti degli arroganti, il silenzio che ti fa sospirare la Parola di Dio e la musica con cui canti il suo amore, l’umile ricostruzione della Chiesa, la condivisione di quello che hai e che sei, l’onore dato ad ogni piccolo e ad ogni povero.
Celebriamo San Francesco perché in lui vediamo un’ansia di Vangelo che vogliamo fare nostra. Un’ansia per un Vangelo bello, un Vangelo scomodo, un Vangelo appassionante.
Laudato sii mi Signore.
+ Enrico Trevisi

Blog 05 Ottobre 2024

Notte di Miracoli - Serata di Evangelizzazione

locandina St Francis Night Trieste

Sabato 10 maggio 2025: Notte di Miracoli

Ti invitiamo a una serata di evangelizzazione,
in preparazione alla festa di S. Antonio di Padova,
presso la chiesa B.V. del Soccorso (S. Antonio Vecchio),
prima chiesa francescana e antoniana di Trieste!
Si tratta di offrire a chi entrerà in chiesa
un'occasione semplice e bella per incontrare Gesù,
anche tramite la testimonianza di Sant'Antonio,
sostare come lui in preghiera davanti all'Eucaristia,
ricevere una speciale benedizione personale,
avere un dialogo con un sacerdote, un frate o una suora,
vivere il sacramento della Riconciliazione.
Un momento di incontro con il Signore
nel suggestivo silenzio della chiesa illuminata dalle candele.


PROGRAMMA

Ore 17: accoglienza e presentazioni
Ore 17.30: momento formativo
Ore 19: pizza
Ore 19.30: workshop in gruppi, preparazione della chiesa e mandato
Ore 21: apertura porte e inizio accoglienza in chiesa
Ore 23.45: chiusura porte e sistemazione chiesa


ISCRIZIONE VOLONTARI

Abbiamo bisogno anche di te!
Saranno in azione 4 equipes: evangelizzazione in strada, accoglienza in chiesa, musica-canto e proclamazione della Parola, preghiera d'intercessione.
Non importa se non hai mai fatto esperienze simili: la tua presenza è comunque importante!
Compila quanto prima il modulo, così sappiamo quanti siamo, anche per la pizza: clicca qui.
Grazie per la tua disponibilità!

La Famiglia Francescana di Trieste & il Rinnovamento nello Spirito
Blog 13 Settembre 2024

St. Francis' Night - Serata di Evangelizzazione

locandina St Francis Night Trieste

Sabato 5 ottobre 2024: St. Francis' Night

A motivo delle condizioni meteo, la serata di evangelizzazione si terrà sabato 5 ottobre, dopo il Cammino Francescano e la Messa delle 18.30:
- workshop (laboratorio) nelle 4 équipes
- preparazione della chiesa
- preghiera e mandato
- ore 21: apertura porte e inizio attività.
  
Ti invitiamo a una serata di evangelizzazione francescana,
in preparazione alla festa di S. Francesco d'Assisi,
presso la chiesa B.V. del Soccorso (S. Antonio Vecchio),
prima chiesa francescana di Trieste!

Si tratta di offrire a chi entrerà in chiesa
un'occasione semplice e bella per incontrare Gesù,
anche tramite la testimonianza di San Francesco,
sostare come lui in preghiera davanti al Crocifisso di san Damiano e all'Eucaristia,
ricevere una speciale benedizione personale,
avere un dialogo con un frate o una suora,
vivere il sacramento della Riconciliazione.
Un momento di incontro con il Signore
nel suggestivo silenzio della chiesa illuminata dalle candele.


PROGRAMMA

Ore 17.30: accoglienza e presentazioni
Ore 18: momento formativo
Ore 19: workshop in gruppi
Ore 19.30: pizza
Ore 20: preparazione della chiesa e mandato
Ore 21: apertura porte e inizio accoglienza in chiesa
Ore 23.45: chiusura porte e sistemazione chiesa


ISCRIZIONE VOLONTARI

Abbiamo bisogno anche di te!
Saranno in azione 4 equipes: evangelizzazione in strada, accoglienza in chiesa, musica-canto e proclamazione della Parola, preghiera d'intercessione.
Non importa se non hai mai fatto esperienze simili: la tua presenza è comunque importante!
Compila quanto prima il modulo, così sappiamo quanti siamo, anche per la pizza: clicca qui
Grazie per la tua disponibilità!

La famiglia francescana di Trieste
Blog 13 Settembre 2024
  1. Messa con Papa Francesco a Trieste
  2. I 7 Segni con Francesco e Chiara d'Assisi
  3. Ritiro parrocchiale - Quaresima 2024
  4. Indulgenza Plenaria davanti al Presepe

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